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DanielEsse
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#1

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 18:15

Biella, bimbo di 5 mesi trovato morto in culla, la nonna denuncia:
“Nessuno ha scritto che il mio adorato angelo aveva fatto il vaccino poche ore prima”


Tragica morte di un bambino di appena cinque mesi a Strona, nel biellese, il bimbo è stato trovato morto dalla sua mamma nel suo lettino:
la donna ha immediatamente chiesto aiuto, mentre il nonno cercava di rianimare il piccolo, che però era purtroppo già senza vita.

Quando i medici del 118 sono arrivati nell’abitazione, non hanno potuto fare altro che constatare la morte del bimbo.

Sulla vicenda poche ore dalla tragedia la nonna ha postato su Facebook una frase che apre una forte polemica mai sopita sulle vaccinazioni in Italia.





https://www.cagliaripad.it/348836/biell ... -poche-ore
Ultima modifica di DanielEsse il 25 nov 2018, 19:36, modificato 3 volte in totale.



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#2

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 18:19

Femca Cisl su GSK: "Nessun braccio di ferro, vogliamo un accordo in tempi brevi"

22 novembre 2018 18:03
Rispetto alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa ritengo doveroso ricostruire il percorso avviato da diversi mesi in GSK Vaccines con l’obiettivo di fare più chiarezza possibile ed evitare di creare false aspettative. Lo scorso mese di aprile le OO.SS. Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil con le rispettive RSU hanno presentato unitariamente alla Direzione aziendale una piattaforma sindacale che aveva l’obiettivo di “creare livelli occupazionali di qualità, dimensionati in funzione delle esigenze produttive dell’azienda, così da poter rispondere adeguatamente alle sfide di competitività nel mercato dei vaccini”. Tra i principali contenuti della piattaforma si chiedeva: l’innalzamento dello staff leasing dal 10% (accordo del 2011) al 12% e la sua applicazione in tutte le aree aziendali; la definizione di percentuali più basse a quanto cita il Contratto Nazionale e la Legge rispetto alla somministrazione a tempo determinato; la definizione dei criteri delle graduatorie per i lavoratori somministrati, utili per attingere da queste i possibili lavoratori che sarebbero via via stabilizzati in contratti GSK o Staff Leasing, dando maggiore valore all’anzianità aziendale. Le percentuali delle diverse tipologie contrattuali, sempre secondo la piattaforma unitaria, sarebbero poi dovute scendere al 5% entro 3 anni dal 1 gennaio 2019. A seguito delle richieste sindacali, impegnative e in alcuni casi vincolate da diversi automatismi, l’azienda ha introdotto nel confronto questioni inaspettate: la presentazione pur sommaria di un piano industriale e le varianti che il Decreto Dignità ha prodotto dal mese di luglio. Se da un lato il piano presentato, in una fase transitoria di 2 anni (2019 – 2020), rappresenta la necessità di alzare la produttività e la competitività del sito senese, per STABILIZZARE lo stesso al fine di renderlo ancor più strategico e attrattivo per investimenti futuri; dall’altro il Decreto Dignità ha irrigidito in termini di durata e non solo la possibilità di utilizzo dei contratti a termine. Il confronto quindi ha subito una fase di rallentamento nei mesi estivi, ma grazie soprattutto ai solleciti della Femca Cisl, con gli scenari sopra descritti più delineati, nel mese di ottobre è ripreso entrando nel vivo dei vari temi. Chi scrive ha mantenuto la posizione coerente rispetto ai temi e pur avendo assistito sorprendentemente alla presentazione in solitaria di una ulteriore piattaforma prodotta sulla materia dalla sola Filctem Cgil (ancor più impegnativa di quella unitaria), come se nei mesi scorsi niente fosse accaduto anche rispetto alla situazione prospettataci dall’Azienda, più che illudere e creare false aspettative, in questa fase sta cercando di tenere aperto un confronto che per altri sarebbe saltato da tempo. Anzi, apprezza i passi in avanti che sono stati fatti finora: la possibilità che lo staff leasing venga aumentato per ovviare alle restrizioni che la nuova Legge imporrebbe sui somministrati a tempo determinato; la definizione del nuovo meccanismo delle graduatorie dando un valore maggiore all’anzianità aziendale come noi chiedevamo; la possibilità di avere fin dalle prossime settimane alcune conversioni di somministrati in contratti stabili GSK in alcune aree aziendali più critiche, tema questo che risponde alla nostra necessità di avere stabilizzazioni da subito. Rimane aperta la partita della percentuale della somministrazione a tempo determinato, di cui è necessaria una riduzione e su cui l’Azienda non ha mai nascosto interesse negli incontri precedenti. Ci preme valorizzare un aspetto che in maniera strumentale è alle cronache: la tipologia contrattuale cosiddetta di Staff Leasing, che fu introdotta in GSK con l’accordo del 2011, tra l’altro con le perplessità che chi scrive all’epoca aveva più di altri, non può considerarsi una forma di lavoro precario come altri farebbero apparire. Lo staff è esattamente un contratto a tempo indeterminato che svolge la propria attività all’interno di GSK, e i lavoratori sono equiparati esattamente ai dipendenti GSK da un punto di vista normativo ed economico. Per di più, nei 7 anni in cui questa tipologia contrattuale è stata introdotta, le persone che vi sono “transitate” sono circa 600, vale a dire persone che hanno avuto contratto in Staff e successivamente, sono state trasformate in dipendenti GSK. Siamo di fronte ad una trattativa complessa che punta al consolidamento di una importante realtà industriale del nostro territorio in cui è impensabile che magicamente scompaiano forme di contratto flessibili (per il business stesso che svolge GSK). Il compito nostro è quello di definire e monitorare le modalità e i termini in cui certe forme vengono utilizzate, correggendo le criticità che ci avevano animato nel presentare la piattaforma lo scorso aprile. Femca Cisl
Leggi questo articolo su: https://www.gonews.it/2018/11/22/femca- ... mpi-brevi/
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Ultima modifica di DanielEsse il 25 nov 2018, 18:50, modificato 2 volte in totale.



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#3

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 18:22

Vaccini, l’albumina legata all’alluminio provoca malattie auto-immuni. A dirlo il “padrino dei vaccini”

Di Furio Lissa
21 novembre 2018
E’ in atto, ma le Tv e i quotidiani italiani non ne fanno menzione, una valutazione dei vaccini avviata dalla Commissione USA sulla loro sicurezza, prevista dai protocolli obbligatori in età pediatrica e del vaccino anti-influenzale.
Il “padrino” dei vaccini sotto giurament
Tra le persone sentite dalla commissione c’è dottor Stanley Plotkin, 86 anni, vincitore di prestigiosi premi dedicati ai ricercatori della Medicina, detto “The Godfather of Vaccines”, non si comprende il termine “padrino” in quale accezione sia stata intesa.

Plotkin è stato per anni consulente della SANOFI, ricercatore in materia vaccinale, ideatore del vaccino contro la rosolia. Pochi, al mondo, sanno più di lui sui vaccini.

La deposizione di Plotkin è stata pubblicata interamente su YouTube e le sue parole, proferite sotto giuramento solenne, fanno paura.
Contenuti dei vaccini

Plotkin confessa che i vaccini contengono cellule di rene di scimmia (polio), virus bovini, suini come il Circle Virus (anti-Rotavirus), siero di vitello (difterite, tetano e pertosse), cellule fetali di origine bovina (ad esempio caseina che può provocare sensibilizzazione), gelatine di origine suina, albumina umana (parte liquida del sangue umano che potrebbe avere conseguenze devastanti in soggetti “non in salute”). L’elenco potrebbe continuare, e potrebbe non destare necessariamente allarmismo, se non fosse per un particolare.
Vaccini e malattie autoimmuni

Sulla questione della presenza di albumina umana, l’intervistatore chiede se “nel caso che questa albumina, legata all’ALLUMINIO contenuto nel vaccino, possa causare produzione di anticorpi auto-immuni”.

La risposta? “Se si sviluppassero anticorpi contro questo siero umano, l’albumina, non sarebbe certo una cosa buona”. Secondo Plotkin, non sarebbe una cosa buona, parliamo di malattie come la SLA.

La domanda, adesso, da porci è: quali vaccini contengono questi mix micidiale di albumina e alluminio? VARICELLA, ROSOLIA, ed EPATITE DI TIPO A.
DNA umano nei vaccini

La lista degli orrori non finisce qui. Infatti, Plotkin è costretto ad ammettere che nei vaccini sono presenti anche altri elementi derivati dal DNA umano. Ad esempio, da feti abortiti per scelta della madre, che in termini scientifici si chiamano cellule WI-38, cellule diploidi umane, fibroblasti a cellule lunghe del polmone.

DNA umano che viene frammentato intenzionalemente dai produttori di vaccini perché in questo modo vengono “aggirati” gli eventuali problemi di origine etica.

Ma il problema non è certo etico. La questione etica possiamo tranquillamente lasciarla alle chiese e a quella cattolica nel nostro caso che pur sapendo di questa pratica consiglia la vaccinazione.

Il problema vero invece è posto sempre dall’intervistatore che chiede: “Esistono studi che attestino con certezza che iniettare milioni di frammenti, di sezioni di DNA in un lattante o un bambino sia una pratica sicura, senza conseguenze mutagenetiche?” Occhio, perché qui parliamo di mutazioni genetiche indotte a lattanti o bambini attraverso i vaccini.

La risposta dello scienziato è stata lapidaria: non ci sono studi scientifici che dimostrino la sicurezza di questa pratica. Come a dire che l’esperimento scientifico vero e proprio sta nelle leggi di obbligo vaccinale adottate da molti stati al mondo, come l’Italia.

Concludiamo con la ciliegina sulla torta, l’intervistatore, infatti, chiede allo “padrino” dei vaccini quanti e quali ne ha ricevuti nella sua vita. La sua risposta lascia a bocca aperta. Il signor Plotkin nella usa vita ha ricevuto soltanto il vaccino Anti-difterica.
Ultima modifica di DanielEsse il 25 nov 2018, 20:24, modificato 2 volte in totale.



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#4

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 18:49

Vaccini. “Abrogare legge Lorenzin per una frammentazione di interventi a livello locale è estremamente rischioso”. L’audizione del Sumai in Senato
"Un cambiamento di strategia da parte del legislatore in materia rischierebbe di svilire il valore della vaccinazione stessa facendo passare il messaggio che coperture più basse, ma basate su una vaccinazione volontaria, rappresentino una opzione migliore rispetto a coperture ottimali elevate ma frutto di un obbligo. Non si escluda dalle campagne di promozione vaccinale il medico".
Così oggi il segretario Antonio Magi in audizione in Commissione Sanità sul ddl vaccini sull'obbligo flessibile proposto da M5S e Lega. IL TESTO DELL’AUDIZIONE

20 NOV -
"Le strategie basate principalmente sulla comunicazione, sull’offerta attiva e sul potenziamento dei servizi vaccinali in mancanza di un obbligo non hanno dato i risultati sperati. Prima dell’obbligo imposto dalla legge 119/17, che comunque non è coercitivo, nessuna Regione aveva raggiunto gli obiettivi del Pnpv. È un dato di fatto invece che le coperture, dopo l’obbligo, sono aumentate e che l’obbligo sta dunque funzionando come strumento per raggiungere gli obiettivi prefissati di salute pubblica, aumentando la consapevolezza dei cittadini e dei professionisti sanitari sull’importanza delle vaccinazioni".

Così oggi il segretario Antonio Magi in audizione in Commissione Sanità sul ddl vaccini sull'obbligo flessibile proposto da M5S e Lega.

"Condividiamo l’opinione di quanti ritengono che un cambiamento di strategia da parte del legislatore in materia rischierebbe di svilire il valore della vaccinazione stessa e l’importanza di alte coperture, facendo passare il messaggio che coperture più basse, ma basate su una vaccinazione volontaria, rappresentino una opzione migliore rispetto a coperture ottimali elevate ma frutto di un obbligo", ha proseguito Magi.

"Abrogare tale provvedimento legislativo per sostituirlo con un dispositivo di legge che si basa in larga misura su uno strumento di programmazione in fieri, il Pnpv, prevedendo una frammentazione di interventi a livello regionale o locale, è estremamente rischioso. Sarebbe meglio mantenere l‘attuale legge in vigore e nel frattempo completare l’anagrafe vaccinale e nazionale ed elaborare il nuovo Pnpv che potrebbe entrare in vigore alla scadenza naturale del precedente (fine del 2019)", ha proseguito.

"Suggeriamo inoltre, sull’esperienza di questi anni di politiche regionali, un coordinamento strategico forte ed omogeneo a livello nazionale, evitando interventi regionalizzati, sia pure in emergenza. Infine ci permettiamo di suggerire al legislatore di non escludere dalle campagne di promozione vaccinale il medico con il suo ruolo il suo bagaglio di conoscenza. La figura del professionista è infatti l’unica in grado di veicolare un’informazione corretta e di ri-consolidare la fiducia del cittadino nel Servizio sanitario nazionale in materia di prevenzione vaccinale", ha concluso Magi.




20 novembre 2018

http://www.quotidianosanita.it/governo- ... o_id=68133

http://www.quotidianosanita.it/allegati ... 923652.pdf testo dell'audizione di Antonio Magi



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#5

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 19:15

Affondo di Vytenis Andriukaitis sui vaccini: ‘Servono azioni concrete’

Nov 23, 2018

Vytenis Andriukaitis
Il Commissario alla Salute UE Vytenis Andriukaitis interviene a gamba tesa sul tema dei vaccini: ‘Basta dibattiti, c’è bisogno di azioni’.

Non ha risparmiato parole molto critiche sull’Italia e le politiche incerte sui vaccini Vytenis Andriukaitis, Commissario alla Salute UE, lanciando un monito al nostro Paese ma anche agli altri Stati membri.
“È ora giunto il momento di una semplice domanda alla società – ha dichiarato – volete affidarvi alle fake news e a teorie fuorvianti o siete pronti a salvare le vite dei bambini”, perché ”è assolutamente inutile avere solo dibattiti, dibattiti e dibattiti, abbiamo bisogno di azioni”.
Vytenis Andriukaitis ha richiamato l’Italia e tutta l’Europa a ”fare un lavoro migliore”
sul tema dei vaccini.

“Siamo pronti ad aiutare l’Italia a raggiungere un livello elevato di copertura vaccinale”, ha aggiunto Vytenis Andriukaitis, “è questo il segnale” che va dato “ai genitori italiani, alla società italiana, al parlamento italiano”, per raggiungere “l’obiettivo comune di un’Europa libera da morbillo entro il 2020 come stabilito dall’Oms”.

Il commissario UE non ha però lesinato critiche aspre al nostro Paese.
”Se fossi un membro del governo italiano il mio approccio sarebbe questo: per favore non create un gap tra Bruxelles e l’Italia” perché ”aiuta solo a far crescere l’euroscetticismo”.
Insomma, ha richiamato il nostro Paese a una responsabilità comune che è quella di salvare dei bambini.

“Noi – ha aggiunto – dobbiamo andare nella direzione di un dibattito e di una posizione razionale per raggiungere il nostro obiettivo comune di un’Europa senza morbillo entro il 2020”.
Quanto alla questione dell’obbligo vaccinale, Vytenis Andriukaitis non ha dubbi.

”È una discussione artificiale” quella tra obbligo vaccinale e vaccinazioni volontarie, ovvero l’obbligo flessibile ipotizzato nel dibattito politico italiano.

”Si può usare una combinazione tra le due cose, non sono in contraddizione ma complementari” perché ”la questione principale è la copertura”.

In conclusione, il Commissario alla Salute UE ha ricordato che è compito degli immunologi, dei medici e degli scienziati, e non dei politici, decidere i metodi migliori.


http://www.responsabilecivile.it/affond ... -concrete/



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#6

Messaggio da DanielEsse » 25 nov 2018, 20:19

VACCINI / UNO STUDIO CHOC DALLA PUGLIA, FORTI ALLARMI IN ARRIVO DAGLI STATI UNITI


Dalla Puglia arriva un preciso e documentato allarme sul fronte dei vaccini. Una prassi di “farmacovigilanza attiva”, cioè lo studio diretto su un campione di 1.672 bambini, ha consentito di rilevare che la somministrazione del vaccino MPVR (morbillo, parotite, varicella, rosolia) ha prodotto risultati negativi su ben il 4 per cento dei piccoli pazienti, una percentuale da brividi.

La clamorosa notizia – perfettamente ignorata dai grossi media, tutti impegnati in continue campagne pro vax e a favore di Big Pharma – è filtrata dalle audizioni che si stanno tenendo in Senato per discutere il nuovo decreto legge sui vaccini, il numero 770.

Cosa è successo, in sostanza? Fino ad oggi tutte le statistiche venivano elaborate sulla base di segnalazioni provenienti dai genitori. Si otteneva, così, un dato del tutto aleatorio. Attraverso un rilevamento effettuato in modo scientifico, e per un anno, cioè attraverso il metodo della “farmacovigilanza attiva”, i dati che emergono sono di ben altro tenore, di gran lunga più preoccupanti degli altri, che finiscono per minimizzare il fenomeno.

DATI UFFICIALI TAROCCATI

“I casi gravi raccolti con questo studio – precisano alcuni ricercatori – superano di 339 volte le segnalazioni giunte spontaneamente”.

Ma vediamo alcune dichiarazioni di Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE, ossia il Movimento italiano genitori, il quale è stato sentito nel corso delle audizioni a palazzo Madama.

“Mi faccio portavoce non di famiglie ideologicamente ostili alle vaccinazioni, ma di persone che, non comprendendo il senso di queste maniere forti (l’obbligo vaccinale, ndr), ora dubitano della bontà delle vaccinazioni”.

Antonio Affinita

“Chi firma un consenso informato accetta tutti i benefici, ma anche i rischi di una terapia. Senza questa decisione non si può procedere a nessun trattamento sanitario. Non si capisce perchè solo in questo caso si debbano ignorare le leggi dello Stato. Oltretutto il ruolo dei genitori nelle scelte di salute dei propri figli come in quelle educative è fondamentale”.

“Quanto agli eventi avversi ho richiamato l’attenzione sulla necessità di avviare una farmacovigilanza attiva, come quella che è stata fatta in Puglia. Quanto sono sicure le vaccinazioni plurime? Come facciamo a saperlo senza studi di farmacovigilanza attiva a campione e costanti nel tempo? E’ da irresponsabili obbligare ampie fasce di popolazione a 10/12 vaccinazioni senza preoccuparsi di osservarne gli effetti. Ho citato anche lo studio Signum sui militari che invita al principio di precauzione: non più di 5 vaccini per volta”.

“Lo studio della Puglia va in questa direzione. Finora ci siamo basati sul report di Aifa, effetto di segnalazioni passive che tuttavia non si possono ignorare. Attenzione però: il 70 per cento delle segnalazioni arriva da una sola regione, il Veneto: è evidente che non possiamo considerare affidabile questo sistema di raccolta dati”.

Alla domanda: “cosa ne pensa del fatto che i medici si vaccinano contro l’influenza solo al 15 per cento, come ha detto il ministro Grillo?”, così risponde Affinita: “Per un genitore sapere che circa 8 medici su 10 non si vaccinano rafforza perplessità e preoccupazioni”.

CONTAMINAZIONI KILLER

E andiamo proprio in Veneto, la regione maggiormente sensibile ad un uso “consapevole” dei vaccini, dove è super attivo da molti anni il Corvelva (Coordinamento regionale del Veneto per la libertà di vaccinazione), protagonista di tante battaglie in difesa della salute dei cittadini.

Di recente il Corvelva ha fornito ampi – e preoccupanti – ragguagli circa una ricerca promossa e condotta sulle impurità biologiche contenute nei vaccini. Ma soprattutto sulla composizione chimica di due lotti del vaccino tetravalente, Priorix Tetra, prodotto da un big di farmaci e vaccini, Glaxo Smithkline.

Scrive Marcello Pamio, che da anni ha puntato i riflettori sui danni prodotti da tanti farmaci e sul ruolo di Big Pharma nell’economia mondiale: “I risultati, anche se preliminari, squarciano uno scenario agghiacciante. In entrambi i lotti sono stati rilevati pepticidi associati a proteine potenzialmente provenienti dai processi di purificazione: ‘Sarcoplasmin calcium-binding protein‘, ‘Actina‘ e ‘Vimentina‘. La prima è notoriamente allergenica, mentre le altre due sono sostanze di origine animale: pollo la vimentina e bovino l’actina”.

Continua Pamio: “il punto nodale è che queste ‘contaminazioni’ non dovrebbero essere presenti all’interno di un vaccino che verrà inoculato nel corpicino in crescita di un neonato. Se verranno confermate dalle ulteriori analisi in atto, queste sostanze sono associabili ad antibiotici, farmaci, diserbanti, erbicidi, acaricidi, metaboliti della morfina. Qualche nome? Stiamo parlando di robetta chimica come: Morfamquat, un erbicida, Cyflumetofen, un acaricida, Amoxicillina, un antibiotico, 3-Methyleneoxindole, un antivirale, quindi metaboliti batterici, umani e di piante. Ma poi risulterebbero farmaci come Tamsulosin, un alfabloccante, Sildenafil più noto come Viagra, Gabapentin, un antiepilettico, Atovaquone, per la malaria, AMD-070, un farmaco sperimentale per l’HIV, Fluchloralin, un erbicida, Vigabatrin, un antiepilettico. Mi fermo qua, ma penso sia più che sufficiente per comprendere che più ci si addentra tra le molecole e gli atomi di questi farmaci, più il quadro si tinge di colori molto foschi. Ma ormai il vaso di pandora, grazie alle analisi eseguite dal Corvelva, è stato scoperchiato”.

QUEI VIRUS TUMORIGENICI CONTENUTI NEI VACCINI

Passiamo alle ultime novità dagli States. Da diversi mesi sono cresciute le preoccupazioni sul fronte della produzione dei vaccini, fino ad oggi considerati intoccabili.

Per questo è da inizio anno al lavoro nientemeno che la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo americano che ha disposto approfondite analisi sui ‘virus tumorigenici‘ presenti nelle lineee cellulari utilizzate per produrre vaccini ad uso umano. Un tema bollente.

Sostengono alcuni ricercatori a stelle e strisce: “E’ noto ormai da tempo che nei substrati cellulari usati nella filiera di produzione vaccinale siano contenuti alcuni virus cancerogeni. Finora però nessun dipartimento per la salute umana aveva mai avviato indagini adeguate per stabilire procedure ufficiali. La speranza è che si faccia chiarezza sulla pericolosità di tali virus, si rivedano le modalità di produzione e regolamentazione di questa categoria di farmaci e vengano fissati controlli rigorosi prima e dopo l’immissione in commercio”.
La FDA ha diramato a febbraio 2018 un comunicato che esprime le varie perplessità sugli attuali vaccini e impone regole nuove. Ecco qualche passaggio.

“I vaccini a base di virus sono prodotti su cellule viventi (substrati cellulari). Alcuni produttori stanno studiando l’uso di nuove linee cellulari per produrre vaccini. Talvolta, però, le linee cellulari utilizzate possono essere tumorigeniche, vale a dire che formano tumori quando iniettate nei roditori. Alcune di queste lineee cellulari che formano tumori possono contenere virus cancerogeni che non si riproducono attivamente. Tali virus sono difficili da rilevare con metodi standard. Questi virus latenti o ‘dormienti’ rappresentano una potenziale minaccia, poiché potrebbero attivarsi in fase di produzione del vaccino”.

Continua la nota FDA: “Pertanto, per garantire la sicurezza dei vaccini, il nostro laboratorio sta studiando le modalità di attivazione dei virus latenti nelle linee cellulari e come individuare i virus attivati, nonché altri virus sconosciuti, mediante l’uso di nuove tecnologie. Adatteremo quindi le nuove scoperte per rilevare i virus presenti negli stessi tipi di substrati cellulari adoperati per produrre i vaccini. Stiamo anche cercando di identificare specifici processi biologici che riflettano l’attività del virus”.

Luc Montagnier

In sintesi, “questi metodi permetteranno agli scienziati della FDA di aiutare i produttori a determinare se il loro substrato cellulare specifico è sicuro da usare per la produzione di vaccini”.

Sorge a questo punto spontanea la domanda: ma fino ad oggi come hanno lavorato i produttori? Quali ‘schifezze” super pericolose hanno immesso sul mercato? Quanti milioni di bombe ad orologeria ci sono in giro per il mondo? Ma non erano i farmaci più sicuri, controllati, efficaci e salubri mai realizzati su questa terra, i vaccini?

Torniamo sempre ai maxi interessi di Big Pharma, perchè – come sostiene ad ogni suo intervento il più noto virologo al mondo, Luc Montagnier, “prima di tutto per Big Pharma vengono i soldi e i profitti: la salute dei cittadini è del tutto ignorata”.




http://www.lavocedellevoci.it/2018/11/2 ... w2K05_YsWM



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