28/8 GAM TORINO

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noisiamoliberi76
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28/8 GAM TORINO

#1

Messaggio da noisiamoliberi76 » 29 ago 2017, 4:04

Testo:
🚨🚨 Gentili membri dello Staff GAM,
e particolarmente i Sig.ri

Carolyn Christov-Bakargiev
Riccardo Passoni.

“Alla fine della guerra, una Torino nuovamente liberata e democratica re-immagina il futuro.” (http://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mos ... -1942-1959)

Troviamo singolare il livello di appeal fra la mostra, peraltro recentemente prorogata, “Dalle Bombe al Museo: 1942 – 1959”, e la gestione del rifiuto nel concedere la sala ad un nutrito gruppo di cittadini, di genitori, che – giacché convinti di operare ancora in democrazia – la chiedevano (e, in prima battuta, la ottenevano a pagamento) per riunirsi allo scopo di fare legittimamente chiarezza intorno a un testo di Legge che coinvolge in maniera diretta e indiretta una larghissima parte della popolazione civile. Una larghissima parte di una Torino “liberata e democratica” che proprio in questo frangente “re-immagina il suo futuro”. La stessa Torino fiera di veder palpitare il cuore della Cultura e dell’Arte che Voi – insieme a tutta la fondazione Torino Musei – rappresentavate. La stessa Torino, libera e mai depensata (ma anzi ritrovata e rinnovata), alla quale concedevate a pagamento una delle Vostre rinomate sale per poi successivamente negarla, una volta compreso che la si sarebbe utilizzata per informare, confrontare, liberare.

Una mossa buia, che getta buio.

È bene che sappiate quanto forte e aspro è il dibattito intorno alla Legge 119/2017: da una parte i Fanti di Regime operano su livelli di propaganda coatti e distraenti tipici del “dividi e impera”, grazie anche al contributo sempre più massivo e per tutti noi nocivo della descolarizzazione, del depensamento, e di un infestante analfabetismo funzionale che impedisce, di fatto, la libera circolazione delle idee e della linfa che le nutre (e che dovremmo tutti difendere); dall’altra sussiste invece una falange di dubbiosi, e dunque di pensatori affrancati da etichette “no” o “pro”, che proprio in virtù del dubbio – sale della conoscenza – si informa, legge, studia, opera nella società addensando attorno a sé esseri liberi e refrattari alle reificazioni di regime, refrattari al pensiero unico e alle sue grossolane semplificazioni.

L’unico pensiero unico è il pensiero originale.

Questi liberi pensatori non sono soli, contrariamente a quanto i media tendono a calcificare nell’opinione pubblica: l’altra metà della comunità scientifica è con loro. Avvocati, medici, insegnanti. Artisti, musicisti, scrittori sono con loro. Una larga parte del mondo politico è con loro.

Lo scandalo non è la sentenza del torto o della ragione: ognuno è libero di scegliere, di ponderare, di operare per il meglio tenendo a mente il bene comune. E confrontarsi è un dovere per il bene comune del Paese tutto. Lo scandalo sta piuttosto nel fatto che una parte consistente della società civile – che conta almeno cinque milioni di Italiani – viene di fatto messa a tacere silenziando ogni contraddittorio. Il timore in merito alla “delicatezza dell'argomento di grande attualità, ma suscettibile delle diverse e più disparate polemiche”lo troviamo ingiustificato. Di contro sono proprio la delicatezza e l’attualità a dare urgenza e necessità pregnanti ai chiarimenti.

Non arrendiamoci all’oscurantismo: dopo i bombardamenti, alla fine della guerra, una Torino nuovamente liberata e democratica – un Paese nuovamente liberato e democratico – può davvero, e deve davvero, re-immaginare il proprio futuro.

Cordialmente,

Un libero cittadino.

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