2005.02.23 PADOVA Morto a 15 mesi, 9 giorni dopo il vaccino

raccolta di articoli di stampa che riportano a casi di sospetta (o insabbiata o confermata) correlazione con i vaccini
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mauro76
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2005.02.23 PADOVA Morto a 15 mesi, 9 giorni dopo il vaccino

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Messaggio da mauro76 » 21 set 2017, 16:40

IL MATTINO DI PADOVA

Padova, bimbo morto a 15 mesi


A 15 mesi e 8 giorni di vita gli era stato somministrato il vaccino trivalente anti-morbillo, parotite e rosolia. Nove giorni più tardi il piccolo E.R. era spirato. Per il professor Paolo Benciolini, direttore dell'Istituto di medicina legale, quella morte era collegata al vaccino in un rapporto di causalità che, tuttavia, escludeva qualsiasi responsabilità medica.
Ma, nel frattempo, sotto inchiesta erano finiti due medici specialisti in pediatria, il dottor Stefano Del Torso, 54 anni e la collega Carla Chasen, 66 anni (difesi rispettivamente dal legale Massimo Affatati e dall'avvocato Fabio Dalla Mura). Medici che non avrebbero alcuna responsabilità nell'accaduto secondo i risultati dell'inchiesta coordinata dal pm Maria D'Arpa. Da qui la richiesta di archiviazione del procedimento presentata dalla procura. Richiesta alla quale si sono opposti i genitori del piccolo, assistiti dagli avvocati Daniela Boscolo Rizzo e Lorenzo Napolitano. Il caso sarà discusso davanti al gup Giuliana Galasso il prossimo 4 maggio.
Il piccolo E.R. nasce a Padova, dove vive, il 6 novembre 2001. Trascorsi i primi mesi di vita, cominciano le scadenze delle vaccinazioni obbligatorie. Quando si avvicinano i 15 mesi i genitori s'interrogano sull'opportunità di sottoporre il bambino anche al vaccino trivalente, non obbligatorio. Il dottor Del Torso, il pediatra che segue il piccolo, seguendo le linee guida del Ministero della Salute consiglia il vaccino ritenuto generalmente sicuro come si legge anche in un sito di Bayer divisione Consumer Care: «L'unica conseguenza che i ricercatori hanno riscontrato è una leggera febbre che in alcuni casi può seguire la vaccinazione. Ma la febbre si risolve nel giro di tre settimane....». Il 14 febbraio 2003 il piccolo viene accompagnato dai genitori al distretto sanitario dove la dottoressa Carla Chasen provvede al vaccino. Nove giorni più tardi, il 23 febbraio, il bimbo comincia a star male: è febbricitante. La mamma non si preoccupa più di tanto convinta che sia forse l'effetto del vaccino. Perciò all'ora di pranzo decide di mettere a letto il figlioletto, sperando in una pronta ripresa. Le ore trascorrono in assoluto silenzio. Un silenzio un po' irreale dopo la nascita di E.. Nel tardo pomeriggio la mamma torna nella cameretta del bimbo, si avvicina al lettino e alza la coperta. La scoperta è terrificante: il bambino è morto. Tutto si è consumato in poche ore senza che i genitori si accorgessero di nulla. Senza che potessero prestare alcun aiuto al figlioletto. Su quel corpicino viene disposta un'autopsia affidata al medico legale Silvano Zancaner che rileva come il bimbo potrebbe essere deceduto per conseguenze ricollegabili al vaccino. Il pm D'Arpa avvia l'inchiesta: i due pediatri vengono iscritti nel registro degli indagati, mentre al professor Benciolini è affidata una consulenza per chiarire le cause di quella morte. Il medico legale conclude che la morte è ricollegabile al vaccino, in particolare ad una forma di immunodeficienza mai accertata prima. E, sottolineando che non esistono precedenti e che anche le avvertenze indicate nel farmaco menzionano solo episodi febbrili come effetti collaterali, esclude la responsabilità dei due pediatri. La morte del piccolo - tra i pochissimi casi al mondo di decesso conseguente alla vaccinazione antimorbillo - sarebbe stato un evento del tutto imprevisto e imprevedibile.

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